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| Tratto da | “Briga c’è” – Supplemento al periodico “Briga Informazioni” - 1990 |
Il territorio di Briga, che ha oggi una superficie di 475 ettari è composto da due fasce ambientali distinte: l’una, ad occidente, di pianura attraversata dall’Agogna, comprende il centro abitato, insediamenti industriali e campi coltivati, l’altra, ad oriente, è formata da collina depressa con boschi e rari vigneti.
La misurazione effettuata nel 1722-23 per la formazione del catasto teresiano dava un totale di 7.113 pertiche milanesi e 21 tavole, pari a 465,6 ettari, superficie identica a quella attuale, con uno scarto del 2% in meno [...].
La dettagliata descrizione del Sommario ci dà una buona idea del paesaggio agrario di Briga, agli inizi del XVIII secolo: terreni buoni tra prati, campi e vigne nella misura del 46% del perticato totale; il resto formato da boschi, gerbidi e brughiere che certamente occupavano la parte montana della zona e dovevano rendere per la legna e lo strame che se ne ricavava.
La scarsa superficie destinata alle case, orti, giardini - 27 pertiche e 8 tavole - ci fornisce un elemento utile per valutare l’esiguità dell’insediamento d’allora, limitato dall’area intorno alla chiesa e lungo l’attuale via S. Antonio e S. Colombano.
Ma occorre ora fare un passo a ritroso nella documentazione per vedere quale era la situazione nel XVI secolo. Nel 1551, nell’Estimo voluto da Carlo V, i dati totali della superficie di Briga erano pertiche novaresi 5.871, tavole 8. Questi dati sono confermati da una relazione anonima, datata 1590, 30 settembre, che ci dà una dettagliata descrizione del feudo di Briga [...].
Questo documento del 1590 costituisce un importante parametro di confronto con il Sommario del 1722. Anzitutto la superficie del 1590 è inferiore anche perché l’acquisizione del territorio comunale, terminata nel XVIII secolo, era ancora in atto.